Cosa significa veramente essere LGBTQ+?

Pubblicato da Marco Mare il 19/08/2026 22:38 e modificato il 19/08/2026 23:18.

🌈 LGBTQ+. È una sigla che leggiamo sui social, nei giornali, nelle serie TV e sempre più spesso nelle conversazioni di tutti i giorni.

Ma sappiamo davvero cosa significa?

Per qualcuno rappresenta un'identità. Per altri una comunità. Per altri ancora è semplicemente una serie di lettere difficile da ricordare.

Dietro quelle lettere, però, non ci sono definizioni astratte. Ci sono persone, sentimenti, storie, relazioni e modi diversi di vivere ciò che siamo.

Proviamo allora a capirlo insieme, partendo dalla cosa più semplice: cosa significa LGBTQ+?

Cosa significa veramente essere LGBTQ+?

🌈 Cosa significa la sigla LGBTQ+?

Le lettere indicano alcune identità e orientamenti sessuali.

L significa lesbica: una donna che prova attrazione affettiva e/o sessuale verso altre donne.

G significa gay: viene utilizzato soprattutto per indicare uomini attratti da altri uomini, anche se il termine può essere usato in senso più ampio.

B significa bisessuale: una persona che può provare attrazione verso più di un genere.

T significa transgender: riguarda l'identità di genere e indica persone la cui identità di genere non corrisponde al sesso assegnato alla nascita.

Q può indicare queer, un termine utilizzato da alcune persone per descrivere un'identità o una sessualità che non rientra nelle categorie tradizionali, oppure questioning, cioè chi sta ancora esplorando o comprendendo il proprio orientamento o la propria identità.

E poi c'è quel +.

Non è un dettaglio. Serve a ricordare che le esperienze umane sono più numerose delle lettere contenute in una sigla.

❤️ Orientamento sessuale e identità di genere non sono la stessa cosa

Questa è probabilmente una delle confusioni più comuni.

L'orientamento sessuale riguarda verso chi possiamo provare attrazione affettiva, romantica o sessuale.

L'identità di genere riguarda invece chi sentiamo di essere rispetto al genere.

Per esempio, essere transgender non significa automaticamente essere gay, lesbica o bisessuale.

Una persona transgender, come qualsiasi altra persona, può avere orientamenti sessuali differenti.

💡 In altre parole: una cosa riguarda chi siamo, un'altra verso chi possiamo provare attrazione.

🤔 Ma abbiamo davvero bisogno di tutte queste definizioni?

È una domanda legittima.

Qualcuno potrebbe pensare: “Perché dobbiamo mettere un'etichetta a tutto? Non possiamo semplicemente essere persone?”

In un mondo ideale potrebbe sembrare sufficiente.

Ma per molte persone trovare una parola che descriva ciò che provano può essere importante.

Immagina di sentire qualcosa per anni senza riuscire a dargli un nome e poi scoprire improvvisamente che esistono altre persone che vivono emozioni simili alle tue.

Quella parola può diventare un modo per dire: “Quello che provo esiste. E non sono l'unico.”

Allo stesso tempo nessuno dovrebbe sentirsi obbligato a scegliere immediatamente una definizione.

🌱 E se non so ancora cosa sono?

Non succede nulla.

Non tutti capiscono immediatamente il proprio orientamento o la propria identità.

Per alcune persone è evidente molto presto. Per altre è un percorso che richiede tempo. Altre ancora possono cambiare il modo in cui descrivono se stesse durante la vita.

Non esiste una scadenza entro la quale dobbiamo avere tutte le risposte.

Possiamo farci domande, conoscere persone, innamorarci, cambiare idea e capire meglio noi stessi con il tempo.

Crescere significa anche questo.

💭 Avere un dubbio significa essere gay, lesbica o bisessuale?

No.

Avere una curiosità, una fantasia, un dubbio o persino provare attrazione in una determinata situazione non obbliga automaticamente una persona a definirsi in un certo modo.

L'orientamento non dovrebbe diventare un test da superare.

Se qualcuno si sta facendo delle domande, la cosa più utile non è costringerlo a trovare subito una risposta.

È permettergli di conoscersi senza paura e senza sentirsi giudicato.

🗣️ Perché per alcune persone è difficile parlarne?

Dire agli altri qualcosa di molto personale su di sé può fare paura.

Può esserci il timore di essere giudicati dagli amici, di deludere la famiglia, di essere presi in giro oppure semplicemente di essere guardati in modo diverso.

Per questo non dovremmo mai obbligare qualcuno a parlare del proprio orientamento o della propria identità prima che sia pronto.

Decidere se, quando e con chi parlarne appartiene alla persona interessata.

E quando qualcuno decide di confidarsi con noi, qualche volta non servono grandi discorsi.

Può bastare ascoltare.

🤝 Come comportarsi se un amico ci dice di essere LGBTQ+?

Probabilmente nel modo più normale possibile.

Non abbiamo davanti improvvisamente una persona diversa da quella che conoscevamo cinque minuti prima.

È sempre il nostro amico, nostro fratello, nostra sorella, nostro figlio o quella persona con cui abbiamo condiviso centinaia di momenti.

Ci ha semplicemente raccontato qualcosa in più di sé.

Possiamo fare domande con rispetto, soprattutto se qualcosa non ci è chiaro. Ma non dobbiamo trasformare una confidenza personale in un interrogatorio.

E soprattutto non dovremmo raccontarla ad altri senza permesso.

🔐 La storia di una persona appartiene prima di tutto a quella persona.

🚫 Essere LGBTQ+ non significa essere tutti uguali

Questo è un altro punto importante.

Non esiste un modo di vestirsi, parlare, comportarsi o vivere che permetta di capire automaticamente l'orientamento sessuale o l'identità di qualcuno.

Una persona gay può amare il calcio oppure odiarlo. Una lesbica può essere estremamente femminile oppure no. Una persona bisessuale non è necessariamente indecisa. Una persona transgender non può essere ridotta al percorso che riguarda il suo genere.

Sembra banale, ma gli stereotipi nascono proprio quando dimentichiamo una cosa molto semplice:

all'interno di qualsiasi gruppo esistono persone completamente diverse tra loro.

❤️ Alla fine parliamo anche di amore

Possiamo imparare tutte le lettere della sigla e conoscere perfettamente ogni definizione.

Ma se ci fermiamo soltanto alle parole rischiamo di perdere la parte più importante.

Dietro LGBTQ+ può esserci qualcuno che si innamora per la prima volta.

Qualcuno che ha paura di dire alla persona che gli piace ciò che prova.

Qualcuno che viene lasciato e soffre.

Qualcuno che incontra finalmente una persona con cui sente di poter essere completamente se stesso.

Esperienze che, viste così, improvvisamente sembrano molto meno lontane.

🌈 Liberi di Essere

Ho voluto chiamare questa sezione di MarcoMare “Liberi di Essere” proprio per questo.

Non per dire alle persone chi devono essere.

Ma per creare uno spazio in cui possiamo parlare, capire qualcosa che magari non conosciamo e soprattutto farci domande senza avere paura delle risposte.

Non dobbiamo essere tutti uguali per rispettarci.

Non dobbiamo nemmeno capire immediatamente tutto dell'altro.

A volte basta partire da una cosa molto più semplice: ascoltare. 🌈❤️