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Ho tanti amici, ma mi sento solo. Sono io quello sbagliato?

Una chat piena di messaggi, tanti amici e mille risate. Ma quando hai bisogno di parlare davvero, chi c'è? Una lettera sulla solitudine tra adolescenti.

Spazio Ragazzi Pubblicato il 16/10/2026 Aggiornato il 17/10/2026

Ci sono momenti in cui puoi essere circondato da persone e sentirti comunque terribilmente solo. Questa è la lettera di un adolescente che cerca di capire perché.

Non sono uno di quelli che stanno sempre da soli.

Ho amici. Ho un gruppo WhatsApp che non smette mai di suonare. A scuola scherziamo, ridiamo, ci prendiamo in giro. Ogni tanto usciamo, andiamo a mangiare qualcosa, facciamo video stupidi che poi riguardiamo cento volte.

Se mi vedessi da fuori, probabilmente penseresti che sono un ragazzo felice.

E forse, tante volte, lo sono davvero.

Ma c'è una cosa che non riesco a spiegarmi.

Com'è possibile avere così tanti amici e sentirsi comunque soli?

La chat è piena di messaggi. Ma nessuno mi chiede come sto.

A volte guardo il telefono.

Ci sono cinquanta messaggi nel gruppo. Qualcuno ha mandato un meme, qualcun altro sta organizzando il sabato sera. Si parla di tutto e di niente.

Io rispondo, mando una faccina, faccio una battuta.

Poi chiudo WhatsApp.

E mi accorgo che avrei voglia di parlare davvero con qualcuno.

Non delle interrogazioni. Non dell'ultima partita. Non di quello che è successo su TikTok.

Vorrei poter dire che oggi è stata una giornata difficile. Che qualche volta non mi piaccio. Che ho paura di non essere abbastanza.

Ma a chi lo scrivo?

Nel gruppo sembrano tutti così sicuri di sé.

E io non voglio diventare quello pesante, quello che rovina l'atmosfera, quello che si fa troppi problemi.

Così non scrivo niente.

E continuo a mandare faccine che ridono.

Ho tanti amici, ma mi sento solo. Sono io quello sbagliato?

Ma se smettessi di cercarli, qualcuno cercherebbe me?

Questa è una domanda che mi faccio spesso.

Sono quasi sempre io a scrivere per primo a qualcuno. A chiedere come va, a proporre di uscire, a interessarmi a quello che succede.

E quando sono io ad avere bisogno?

Non sempre arriva qualcuno.

Qualche volta vedo le storie degli altri che sono usciti insieme. Non mi hanno invitato.

Magari non ci hanno pensato. Magari credevano fossi impegnato.

Però fa male lo stesso.

Mi viene da chiedermi se per loro sono importante quanto loro lo sono per me.

Oppure se sono semplicemente quello che c'è quando serve.

Quello con cui si ride, ma a cui nessuno pensa quando manca.

Forse il problema sono io

Ogni tanto arrivo proprio a pensarlo.

Forse sono troppo sensibile. Forse mi aspetto troppo dagli altri. Forse dovrei imparare a fregarmene.

Vedo ragazzi che sembrano stare benissimo anche da soli.

Io invece certe sere vorrei soltanto ricevere un messaggio.

Uno di quelli semplici.

"Ehi, tutto bene?"

Non perché sia successo qualcosa di particolare.

Ma perché qualcuno si è ricordato di me.

E poi mi arrabbio con me stesso, perché penso che non dovrei dare così tanta importanza a queste cose.

Ma se ci penso bene, che cosa c'è di sbagliato nel desiderare di essere importanti per qualcuno?

Forse niente.

Non voglio cento amici. Ne vorrei uno vero.

Uno con cui poter parlare senza dover scegliere ogni parola.

Uno che non mi faccia sentire stupido se racconto una paura.

Uno con cui poter stare anche in silenzio, senza sentirmi obbligato a essere sempre simpatico.

Uno che sappia anche dirmi quando sbaglio, senza prendermi in giro davanti agli altri.

E magari vorrei riuscire a essere anche io quell'amico per qualcuno.

Perché forse non sono l'unico a sentirmi così.

Magari anche quel ragazzo che fa sempre ridere tutti, quando torna a casa, si sente solo.

Magari anche quella ragazza che pubblica sempre foto sorridenti ha giornate in cui vorrebbe essere ascoltata.

Non possiamo sapere cosa prova davvero una persona guardando soltanto quello che mostra agli altri.

Forse dovrei cominciare io

L'altra sera ho pensato di scrivere a un amico.

Non nel gruppo. Proprio a lui.

Volevo dirgli che ultimamente mi sento un po' giù e che mi piacerebbe parlare.

Ho aperto la chat.

Ho scritto: "Oh, ma una sera ci vediamo solo noi due?"

Poi ho cancellato.

Non so nemmeno perché.

Forse avevo paura che mi rispondesse di no. O che pensasse che fossi strano.

Però adesso, mentre scrivo questa lettera, penso che forse dovrei provarci.

Perché gli altri non possono sempre indovinare quello che sento.

E magari un'amicizia può diventare più vera proprio quando qualcuno trova il coraggio di parlare per primo.

Non è detto che funzioni con tutti.

Ma forse vale la pena scoprirlo.

A te che stai leggendo

Non so se anche tu qualche volta ti senti così.

Magari sei quello sempre circondato dagli amici.

Oppure quello che durante l'intervallo rimane un po' in disparte, sperando che qualcuno gli si avvicini.

Forse hai un migliore amico. Forse stai ancora cercando qualcuno con cui sentirti davvero a tuo agio.

Qualunque sia la tua situazione, vorrei dirti una cosa che sto cercando di imparare anche io.

Il fatto che qualcuno non ti cerchi non significa che tu non sia importante.

E il numero di messaggi che ricevi non misura quanto vali.

Non devi diventare più simpatico, più bello o più popolare per meritare un'amicizia sincera.

Puoi provare ad aprirti con qualcuno di cui ti fidi. Puoi conoscere persone nuove. E se la solitudine comincia a pesarti troppo, puoi parlarne anche con un adulto capace di ascoltarti.

Non c'è niente di cui vergognarsi.

Io intanto ho deciso una cosa.

Domani quel messaggio lo mando.

Non so quale sarà la risposta.

Ma voglio almeno provare a non tenere tutto dentro.

Perché forse essere amici non significa soltanto ridere insieme.

Significa anche potersi dire: "Oggi non sto bene. Ti va di ascoltarmi?"

Con affetto,

Un ragazzo senza nome. 💙


E adesso tocca a te

Ti è mai capitato di sentirti solo anche quando eri circondato dai tuoi amici?

Hai mai avuto la sensazione di essere sempre tu a cercare gli altri, senza ricevere la stessa attenzione?

Oppure hai trovato un'amicizia capace di farti sentire davvero ascoltato?

Spazio Ragazzi nasce anche per parlare di queste cose.

Se vuoi, puoi condividere un pensiero o raccontare la tua esperienza, senza dover rendere pubblico il tuo nome o dettagli personali.

Non serve avere una storia straordinaria.

A volte scoprire che qualcun altro prova le nostre stesse emozioni è già un modo per sentirsi meno soli.

Perché nessuno dovrebbe sentirsi invisibile. 💙