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Mino Racanati, 7 mesi dopo il crollo del ponte sul Trigno

Mino Racanati disperso nel crollo del ponte sul Trigno: dopo 213 giorni la famiglia attende ancora il suo corpo. L'appello di Marco Mare.

Marco Mare Pubblicato il 01/11/2026 Aggiornato il 31/10/2026

BISCEGLIE, 1 NOVEMBRE 2026. Domani, 2 novembre, milioni di italiani porteranno un fiore sulla tomba dei propri cari. Ma c'è una famiglia di Bisceglie che non potrà farlo. È quella di Domenico "Mino" Racanati, il pescatore di 53 anni scomparso il 2 aprile scorso nel crollo del ponte sul fiume Trigno, lungo la Statale 16, tra Abruzzo e Molise.

Sono trascorsi 213 giorni. E Mino non è ancora tornato a casa.

Il suo corpo non è stato ritrovato. Nemmeno la sua automobile. Una famiglia continua ad aspettare, mentre le macerie del ponte restano nel letto del fiume e le indagini proseguono.

Un uomo scomparso, una famiglia senza risposte

Era il 2 aprile 2026 quando il ponte sul fiume Trigno cedette durante un'ondata di maltempo. Mino Racanati stava attraversando quel tratto di strada quando la sua automobile precipitò nel fiume.

Da quel momento, per la sua famiglia, è cominciata un'attesa che sembra non finire mai.

Le ricerche condotte dai soccorritori non hanno permesso di ritrovare Mino. Le operazioni sono state successivamente sospese o fortemente rallentate, mentre il recupero delle strutture crollate continua a richiedere interventi complessi.

Ma quanto tempo deve aspettare una famiglia per poter dare una degna sepoltura a un proprio caro?

Mino Racanati, 7 mesi dopo il crollo del ponte sul Trigno

Il ponte sul Trigno: indagini, macerie e tempi di recupero

La Procura della Repubblica di Larino ha avviato un'inchiesta per accertare le cause del crollo e le eventuali responsabilità. Le esigenze investigative devono naturalmente essere rispettate.

Le autorità hanno inoltre evidenziato difficoltà tecniche e possibili rischi legati alla presenza di residuati bellici nell'area, teatro di operazioni militari durante la Seconda guerra mondiale.

A settembre è stato definito un cronoprogramma che prevede l'avvio dei cantieri entro metà novembre 2026, il completamento del dragaggio entro giugno 2027 e la rimozione delle campate entro agosto 2027.

Agosto 2027. Più di un anno dopo la tragedia.

Sono tempi previsti per gli interventi complessivi, non necessariamente per il ritrovamento di Mino. Ma è proprio questa incertezza a rendere ancora più dolorosa la situazione.

Non spetta a me giudicare le indagini, né sottovalutare i rischi per chi dovrà operare in quell'area. Ma è legittimo chiedere se sia stato fatto davvero tutto il possibile per accelerare le ricerche, nel rispetto della sicurezza e della giustizia.

Anche Le Iene raccontano il dramma di Mino Racanati

La vicenda ha raggiunto anche l'attenzione nazionale grazie alla trasmissione Le Iene. Nina Palmieri ha raccolto il dolore e la rabbia della famiglia, mostrando il dramma umano che si nasconde dietro una tragedia di cronaca.

Il servizio, pubblicato il 30 ottobre 2026, racconta l'attesa dei familiari e la loro richiesta di risposte concrete.

Guarda il servizio de Le Iene sulla scomparsa di Mino Racanati.

Il caso arriva in Parlamento: chiesto il riavvio delle ricerche

Il 27 ottobre 2026 è stata pubblicata al Senato l'interrogazione parlamentare n. 3-02850, indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

I senatori firmatari chiedono chiarimenti sulle ricerche sospese o rallentate, sui ritardi nella rimozione delle macerie, sulle condizioni di sicurezza del ponte e sui tempi di ripristino della viabilità.

È un passaggio importante, perché le domande della famiglia sono diventate anche domande rivolte formalmente al Governo.

Leggi l'interrogazione parlamentare sul sito ufficiale del Senato.

Il 2 novembre, una famiglia senza una tomba su cui portare un fiore

Ed è qui che, come cittadino di Bisceglie, sento il bisogno di esprimere tutta la mia indignazione.

Domani sarà il giorno della commemorazione dei defunti.

Vedremo persone entrare nei cimiteri con fiori, lumini e piccoli gesti d'amore. Famiglie che potranno fermarsi davanti a una lapide e ricordare chi non c'è più.

La famiglia di Mino, invece, non avrà ancora una tomba sulla quale deporre un fiore.

Nel 2026, dopo 213 giorni, questa è una realtà che considero profondamente ingiusta.

Non chiedo di fermare la magistratura. Non chiedo di compromettere le prove. Non chiedo di esporre i soccorritori a pericoli.

Chiedo che il diritto alla verità e il rispetto della dignità umana procedano insieme.

Perché un uomo non può diventare soltanto il nome scritto su un fascicolo giudiziario. E una famiglia non può essere lasciata nell'incertezza senza risposte comprensibili sui tempi e sulle possibilità concrete di recupero.

Il mio appello: ridate Mino Racanati alla sua famiglia

Alla Procura di Larino, ad ANAS, al Governo e a tutte le istituzioni coinvolte rivolgo pubblicamente un appello.

Spiegate con chiarezza che cosa impedisce oggi la ripresa delle ricerche. Comunicate quali interventi saranno effettuati e quando. Fate tutto il possibile per cercare Mino e restituirlo ai suoi cari.

Le responsabilità per il crollo dovranno essere accertate nelle sedi competenti. Ma la ricerca di Mino non deve scomparire dietro i tempi della burocrazia, dei cantieri e delle procedure.

Non conoscevo personalmente Mino Racanati. Ma siamo figli della stessa città, Bisceglie, e condividiamo un legame profondo con il mare.

Questa storia non può essere dimenticata.

E non dovrebbe interessare soltanto Bisceglie, l'Abruzzo o il Molise. Dovrebbe riguardare ogni cittadino italiano.

Perché oggi è la famiglia Racanati a chiedere risposte. Domani potrebbe essere quella di chiunque di noi.

Alla vigilia del 2 novembre, il mio pensiero va alla moglie, alla figlia, alla madre e a tutti i familiari di Mino.

Non lasciamo che il tempo trasformi questa tragedia in una notizia dimenticata.

Ridate Mino alla sua famiglia. Ridategli la dignità di una sepoltura.

Marco Mare – Bisceglie